IL CORPO CHE SENTO

di Federica Cattani

….”se mi fanno male gli occhi vado da un oculista. Quegli stessi occhi che mi servono per incontrare altri occhi nel mondo, spariscono non appena comincia la visita, e sparisco anch’io come persona. I miei occhi diventano un oggetto qualsiasi, e anche il medico (….) sparisce come persona, per diventare il funzionario di un sapere che parla con se stesso. La visita medica, così com’è concepita dalla scienza moderna, esiste a patto che sparisca l’intercomunicazione ( .…) la socialità e l’affettività. E deve sparire anche la stessa specificità di quell’occhio, che diventa un oggetto visivo e non più ciò che vede. Questa (….) è la DIFFERENZA TRA IL CORPO COME E’ CONCEPITO DAL MONDO DELLA VITA E IL CORPO COME E’ CONCEPITO DALLA SCIENZA MEDICA”.

Umberto Galimberti nella prefazione ad “Il cervello anarchico” di Enzo Soresi così descrive i differenti modi di concepire il corpo. Abbiamo il “nostro” corpo, quello che risponde agli stimoli della vita, della “nostra” vita, quello che sentiamo in tutta la sia fisicità. Per esempio nei polmoni, quando “ corriamo per prendere un treno, o quando facciamo l’amore, o quando siamo in affanno” oppure nei visceri,  quando sentiamo lo stomaco che si contrae per una arrabbiatura oppure il cuore “andare a mille” per una forte emozione. Dall’altra parte invece abbiamo il corpo che diventa oggetto: da osservare, analizzare, studiare nei minimi dettagli. Questo è il corpo oggettivato dal mondo della scienza, da quel tipo di approccio che a partire da Cartesio ha ridotto la nostra fisicità a qualcosa di staccato, non influenzato dalla nostra emotività, dalla psiche o anima o, qualsiasi sia il termine che preferiamo usare, da “altro” rispetto al fisico, ma che comunque “è noi” e dal fisico viene modificato ed al contempo modifica.

Noi “non siamo al mondo in modo opaco (….) -come lo può essere un oggetto inanimato- perché “innanzitutto abbiamo un mondo, riceviamo stimoli, li elaboriamo, li restituiamo” e la psiche non è altro che questo: “la modalità con cui ognuno di noi è al mondo” è il nostro corpo inserito nella vita e che da tutto ciò che è vita viene modificato.

In questo senso io amo parlare dell’uomo come sistema mente-corpo, come un “unicum”, una medaglia di cui mente-corpo, psiche-soma ne costituiscono le facce.

Umberto Galimberti, non è un naturopata, a differenza di me, non tocca corpi e ( e per quanto scritto) “anime” per lavoro ( per scelta e passione innanzitutto!!) eppure ci parla della persona concepita in senso olistico ed indirettamente ci fa comprendere quale sia la filosofia che fa da substrato al “modus operandi” dell’operatore del benessere ad indirizzo psico-somatico. Questo è il motivo per cui le sue parole mi hanno affascinato e subito indotto a scrivere questo articolo; con la speranza che anche per voi sia illuminante, un invito a “sentire” il vostro corpo: l’unico mondo che vi appartiene.

Per chi volesse approfondire ricordo che un tentativo di superare il dualismo mente-corpo  è presente in una significativa corrente filosofica del ‘900; la Fenomenologia, i cui massimi esponenti sono stati Husserl, Jasper ; in chiave psichiatrica per es. Binswanger ed in contesto italiano F.Basaglia.

riferimenti bibliografici: “Il cervello anarchico” di Enzo Soresi, ed. UTET

Annunci