Il Tocco Massaggio come esperienza di consapevolezza

Nella mia formazione professionale, come infermiera prima e naturopata esperta in cure complementari poi, ho sempre cercato di carpire ai miei insegnanti la maestria nel gestire il tocco massaggio, perché considero la possibilità di toccare il corpo (tempio dell’anima) di un’altra persona un privilegio.

Una tesi ormai ufficialmente riconosciuta è quella dell’unità funzionale mente e corpo, o psicosoma. Cuore, mente e corpo sono una cosa sola e ciò che succede nel fisico si riflette nella psiche attraverso le emozioni, e viceversa. I conflitti emotivi irrisolti e gli “stress” quotidiani cui siamo sottoposti determinano delle tensioni, fisiche e psichiche (ad esempio i dolori muscolari, i mal di testa e di pancia ecc.), che creano squilibri nella salute dell’individuo. Il nostro modo di essere e i nostri malesseri, ci parlano di quella che è stata, ed è, la nostra storia, perché il corpo umano memorizza e ricorda tutte le esperienze che ha vissuto.

L’unità funzionale psicosomatica ci parla di un legame inscindibile tra tatto e coscienza, la pelle si forma a livello embrionale dall’ectoderma, foglietto embrionale da cui deriva anche il sistema nervoso, per questo dire che il tatto è il senso più importante del nostro corpo non è un eufemismo. Da un punto di vista fisiologico il tatto ci rende coscienti della forma della realtà che ci circonda, ma anche e soprattutto delle emozioni; amiamo, ci commuoviamo, ci spaventiamo e ci sentiamo bene grazie ai recettori tattili della nostra pelle che, oltre ad essere l’estensione esterna naturale del sistema nervoso, dà origine anche agli altri organi di senso; i cinque sensi, che sono vista, udito, gusto, olfatto e tatto, informano costantemente l’organismo sul mondo esterno.

I nostri sensi registrano ciò che accade in torno a noi. La rielaborazione di queste informazioni ci formano e ci rendono consapevoli e protagonisti dell’esperienza del qui e ora.

Nell’organizzazione funzionale del sé, il contatto è un’esperienza di base indispensabile. Il tocco è una necessità vitale pari al nutrirsi, respirare e proteggersi. Se non siamo toccati da bambini la crescita cognitiva e fisica rallentano e questo porterà l’adulto ad avere delle difficoltà a creare relazioni emotive equilibrate con gli altri.

Il massaggio usa una comunicazione non verbale e crea una relazione che, attraverso la via del tatto, ci conduce nella dimensione di un unico istante, dove la materia (corpo), le emozioni (anima), la psiche (mente) della persona s’incontrano.

Il tocco-massaggio, atto fra i più antichi del prendersi cura, veicolo d’intimità, rassicurazione, conferma dell’essere e dell’identità dell’altro, può accompagnarci verso la scoperta della piacevolezza del contatto ma, cosa davvero importante, può portare la persona a percepire finalmente il suo limite corporeo e quindi a riconquistare il suo spazio sacro, dove l’anima e l’essenza profonda può essere contattata.

Il tocco apre un collegamento con la memoria corporea e, attraverso la relazione d’aiuto, sostiene la persona nel riequilibrio di stati emozionali e fisici, attivando la capacità innata (vis medicatrix naturae) degli esseri viventi di autoregolarsi e mantenersi in stato di salute.

Riscoprire il proprio corpo, attraverso il tocco, significa riconciliarsi con esso, riconoscerne le ragioni, rispettarne i bisogni, i tempi e riacquisire la coscienza dell’unità organica psicosomatica.

Dopo quasi trenta anni di esperienze nel contatto come infermiera e naturopata, ho consapevolizzato che il tocco amorevole è un’esperienza percettiva che tutti nella vita meritiamo di fare.

Antonietta Monterisi

Infermiera Naturopata

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